Molto rumore per nulla

Laboratorio teatrale“Di ritorno dalla guerra, Don Pedro e il seguito dei suoi ufficiali, vengono accolti dal governatore di Messina Leonato, nella sua casa. La figlia di Leonato, Ero, si innamora di Claudio – uno dei valorosi ufficiali – mentre sua cugina Bea-trice, dal carattere indipendente e restia a qualsiasi forma di legame e sentimento amoroso, nasconde una singolare attrazione nei confronti di Benedetto, ufficiale dal carattere fiero e dalla parola facile, anche lui, a sua volta, attrat-to da Beatrice. Ma il cattivo di turno, Don Juan — fratello di Don Pedro—, per invidia e incurante delle conse-guenze, escogita un piano per mandare a monte il matrimonio tra Ero e Claudio, precedentemente caldeggiato da Don Pedro e approvato da Leonato ma… cosa accade se le parole anziché diventare uno strumento della verità si prestano solo all’inganno o, peggio, al vuoto delle nostre piccole convenzioni? Può accadere che il “rumore” prenda il sopravvento perchè le parole – la parola – si nutrono dell’ascolto, mentre troppo spesso e sempre più alzano solo muri.”

Intendiamoci subito, questa commedia di W.Shakespeare non ha il carattere leggero che il titolo, forse ingannevolmente, suggerisce. L’autore ci invita a riflettere sul ruolo delle nostre paro-le, dei nostri discorsi e su quella colpevole superficialità con la quale spesso interveniamo nella vita degli altri. Parole che sono giudizi, false cortesie, discorsi scontati, autocompiacimento delle proprie piccole verità. Come se la verità fosse una cosa piccola, appunto! Le parole non hanno più la forza che le culture antiche avevano assegnato a questa peculiarità tutta umana di elaborare sentimenti, aspirazioni, idee. E noi genitori siamo in grado di educare i nostri figli all’ascolto delle parole, siamo capaci di sottrarli alle tante piccole e grandi meschinità quotidiane che si nu-trono spesso di una parola volgare, insulsa, approssi-mata? Forse non le usiamo più le parole, mentre para-dossalmente ne veniamo sommersi. Forse non siamo più in grado di essere ascoltati, non abbiamo più nulla da dire, nulla da raccontare, nulla da ricordare, nessun valore da trasmettere. Proviamo allora a riprenderci il nostro ruolo di genitori attraverso la frequentazione quotidiana della parola che, se ben indirizzata cambia il mondo e la vita stessa dei nostri figli. L’opportunità offerta da questa opera di Shakespeare e dal Laboratorio teatrale integrato “Piero Gabrielli”, può costituire una base di riflessione sul nostro ruolo educativo.

La D.S., Prof.ssa Angela Picca, è lieta di invitare alla visione dello spettacolo teatrale di lunedì 30 maggio 2016 alle ore 17,00

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