Noi, ragazzi di Borgata

Roma, capitale della Repubblica Italiana fin dal 1871, è una città molto frequentata  dai turisti grazie ai suoi bellissimi monumenti, come il Colosseo, che principalmente è quello che rappresenta la città e l’essere romano. Essa appare come una città solare, ma non tutti sanno che ha molti lati oscuri.

Si presenta divisa principalmente in due parti, con caratteristiche diverse: la parte centrale è il cuore della Capitale, un luogo che ispira sorrisi e meraviglia a coloro che la visitano, soprattutto nelle giornate d’estate, con il sole riflesso nelle sue bellezze, nella sua storia e nella sua arte e suscita emozioni sia un monumento conosciuto e rinomato o una coppia di signori anziani che fanno una passeggiata per le vie romane, trasmettendo amore e semplicità in chi li ammira. Scene che tutti vorrebbero non solo guardare, ma vivere.

Nessuno invece sa cosa vi è nei suoi “lati oscuri”, eccetto coloro che hanno avuto modo di viverli o li vivono in prima persona. Nella parte sud-est infatti, la situazione romana è in parte “tragica”, con quartieri degradati che provocano disagi ai ragazzi che ci abitano, mortificando le cose belle che la città romana in generale può offrire. D’altronde ogni cosa ha i suoi lati negativi, Roma ha anche questi.

E’ l’estrema periferia, con quartieri caratterizzati da attività e organizzazioni criminali, che “etichettano” chi ci vive. Sì, etichettano! Molto spesso si creano pregiudizi e commenti negativi nei confronti di ragazzi solo per il luogo in cui vivono.

Spesso chi vive nella parte  Centro-Nord di Roma, guarda con diffidenza chi vive nella parte Sud-Est, per via della differenza e dello stile di vita delle due zone, non considerando che ogni luogo della nostra bellissima città ha le sue risorse e le sue espressioni nelle loro diverse forme. La periferia accoglie storie difficili, ragazzi provati dalla vita, ma che alla vita hanno tanto da dare, che di essa sanno esprimere gli aspetti più nascosti ma più veri.

Sono definiti “ragazzi di strada”, a cui Pasolini ha dato voce e grande dignità nei Suoi romanzi. Sono giovani che dalla sofferenza e dalla lotta quotidiana hanno imparato a leggere la vita e a tradurla anche in bellissime e personali forme d’arte,  che usano come mezzo comunicativo e per esprimere la loro creatività.

Sono ragazzi di periferia, e io sono  uno di loro. Ho vissuto  situazioni scomode e conosciuto i pregiudizi.  Ma con i miei coetanei, sono pronto ad affrontare quello che la vita riserva e ad aspirare ad un futuro migliore, non per forza fuori dalla “borgata” e da tutto quello che vi è all’interno. Noi siamo cosi! Ci poniamo degli obiettivi e, nonostante tutto e tutti, vogliamo raggiungerli, perché, pur vivendo in un contesto difficile,  siamo persone vere, cresciuti con i principi e i valori che solo la borgata, vera “palestra di vita”, sa dare.

E non mancano gli artisti che riescono ad emergere. Difatti oggi i rapper più famosi sono quelli che nascono e crescono nella borgata. Il disagio, le difficoltà, i pregiudizi e i pericoli sono sovente descritti all’interno delle loro strofe e io ascoltando queste canzoni ritrovo esperienze comuni e le rivivo.

Alberto

  • : Alberto IV B
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